BUONA ESTATE RAZZISTA

Il 3 agosto le persone detenute all’interno dell’ex caserma Cavarzerani hanno protestato contro il prolungamento della quarantena disposto dal sindaco Fontanini, dopo che una persona è stata trovata positiva al covid. Già dal 21 luglio, infatti, il complesso dell’ex caserma era stato decretato “zona rossa” rendendo impossibile per due settimane ogni contatto con l’esterno. Le persone hanno dunque reagito incendiando qualche materasso e cassonetto e lanciando qualche sasso verso l’esterno della struttura [1], presidiata 24h dalle guardie per evitare eventuali fughe – o meglio evasioni dato che per essere una prigione all’ex caserma manca solo il nome. La dinamica stessa della protesta accomuna questo “centro di accoglienza” ai luoghi più ignorati e violenti della nostra società. Ai Cpr (centro di detenzione e rimpatrio) disseminati in tutta Italia ma anche nella vicina Gradisca d’Isonzo, dove dalla sua apertura sono già state ammazzate due persone (che siano state le guardie o meno), e alle carceri, responsabili della strage del 9 marzo scorso.

Fasci dichiarati e non si sono subito mossi per denunciare questo incredibile affronto e hanno espresso la loro prevedibile opinione, che nel migliore dei casi è riassumibile con le parole del presidente della regione Fedriga: Inaccettabile: entrano illegalmente in Friuli Venezia Giulia e si permettono pure di fare rivolte se chiediamo la quarantena per tutelare la salute pubblica [2].

L’entrata dell’ex caserma Cavarzerani in via Cividale

Ma vediamo un attimo cosa significa essere accolti nella prigione (temporanea) Cavarzerani in tempo di coronavirus.  Poiché questi luoghi erano impermeabili ad ogni contatto con l’esterno anche prima della pandemia, la fonte più recente riguardo alle condizioni di vita all’interno della struttura è il report pubblicato sul sito di Ospiti in Arrivo risalente al 28 gennaio 2017 [3]. Sono passati tre anni ma è probabile che la situazione sia, almeno per gli aspetti generali, del tutto analoga: sovraffollamento, vestiario insufficiente, igiene scarsissima (l’On. Manconi definiva la situazione dei servizi «al limite dell’umana sopportazione»), tempi di permanenza prolungati e indefiniti, coprifuoco serale (quando ancora era consentito uscire). In tempo di covid, tuttavia, alcuni dettagli vanno sottolineati in modo particolare. La struttura dovrebbe, secondo il bando presente sul sito della prefettura, “ospitare” al massimo 300 persone [4]. Al momento, invece, pare ce ne siano circa 500, quasi il doppio. Come scritto sul report, inoltre, le persone presenti a quel tempo dormivano in 20-30, ammassate in stanzoni oppure in tenda. Da dividere tra tutti, solo 30 bagni e 30 docce. Oltre ad essere uno scazzo in sé per sé, l’assenza di adeguate misure igieniche non fa che aumentare la possibilità che il contagio si diffonda, che significa da una parte un maggiore rischio sanitario per le persone presenti e dall’altra la possibilità che la zona rossa sia prolungata ancora due settimane, poi altre due, all’infinito. Ci auguriamo ovviamente che nel corso di questi tre anni le condizioni di vita siano migliorate, che bagni e docce siano di più e più puliti, che le stanze siano più numerose e più piccole, etc. Le proteste di questi giorni, tuttavia, paiono dirci che questa è solo una speranza tanto assolutoria quanto improbabile.

L’ex caserma da un’altra angolazione. La polizia è una presenza costante da quasi un mese

Tre giorni fa è capitato di nuovo. Il Sindic ha firmato l’ennesima ordinanza che prolunga la quarantena, stavolta fino al 25 agosto, dopo che sono state trovate altre persone positive al virus [5]. Il 21 agosto sarà un mese esatto che queste persone sono rinchiuse all’interno dell’ex caserma senza poter uscire e, ricordiamolo, senza aver commesso alcun reato. La domanda che sorge è la più elementare: davvero al Comune, alla Prefettura, ai media regionali pare una buona idea tenere ammassate in uno spazio ristretto, dove non è possibile rispettare le norme igieniche e di distanziamento fisico, circa 500 persone? Ovviamente, dopo mesi di campagna terroristica riguardo alla pericolosità degli assembramenti (a marzo dovevi sentirti in colpa se volevi incontrare un* amic*), tutt* sarebbero d’accordo nel definirla una scelta sbagliata. La detenzione ingiustificata di queste persone, tuttavia, è comprensibile solo allargando lo sguardo agli squilibri di potere della nostra società che la pandemia ha reso ancora più acuti ed evidenti. Le persone migranti possono essere rinchiuse per più di un mese come in una qualunque galera perché per il Comune di Udine, la Prefettura (cioè la ministra Lamorgese, cioè lo Stato italiano), i media locali, non valgono niente. Per ragioni razziali e di classe (sono infatti persone non bianche, senza documenti e tendenzialmente povere) sono considerate sacrificabili e strumentalizzabili. D’un tratto, infatti, sono diventate nella percezione generale la causa maggiore di una potenziale seconda ondata virale. Quest’ultima accusa è palesemente falsa e rende ancora più evidente lo stretto rapporto tra viralità (e in opposizione immunità) e potere. Un esempio su tutti, il trattamento benevolo dei media nazionali riservato alla condotta criminale di Confindustria (in particolare Lombardia), responsabile della diffusione dei contagi nei luoghi di lavoro che non si dovevano assolutamente chiudere, mentre un fiume di parole e immagini venivano spesi per criminalizzare i “runners” o gli assembramenti creati ad arte con il teleobiettivo [6]. Come ha scritto Paul B. Preciado[7], «le epidemie materializzano all’interno del corpo individuale le ossessioni che dominano la gestione politica della vita e della morte delle popolazioni in un determinato periodo».

Nella nostra regione, ancora più che nel resto d’Italia, ciò ha significato la materializzazione evidente dell’ossessione razzista che caratterizza la popolazione e che dà forma alle nostre istituzioni. È difficile illuminare il pozzo nero di fascismo che è ormai diventato il Fvg, tanto è esteso e capillare. Solo negli ultimi giorni: -Casapound Fvg ha fatto irruzione in Consiglio regionale esponendo un tricolore e chiedendo che si faccia una volta per tutte qualcosa contro i migranti -il consigliere della Lega ha dato loro ragione, spiegando che lui sparerebbe tranquillamente ai migranti se solo si potesse (parole che fanno pensare al tragico attentato neofascista di Luca Traini a Macerata del 3 febbraio 2018 e al suo nome scritto su una delle armi usate dai tre suprematisti bianchi responsabili dell’attentato alle moschee di Christchurch del 15 marzo 2019) [8] -il responsabile della protezione civile di Grado Giuliano Felluga (uno dei tanti eroi della pandemia) ha invocato su facebook la formazione di squadroni della morte e la costruzione di forni crematori per gli immigrati [9] -il presidente della regione Fedriga ha chiesto che tutti i responsabili della protesta in Cavarzerani siano cacciati dall’Italia – giorni dopo sempre lui ha organizzato nella spiazzo davanti al cancello dell’ex caserma, a 20 metri dalle persone rinchiuse, una conferenza stampa di pura propaganda durante la quale il portavoce Francesco Clun di Casapound Fvg è intervenuto dicendogli che bisogna fare qualcosa così non si può andare avanti e a tutti i giornali è sembrata una cosa tutto sommato normale [10] -il sindaco di Gonars ha prima organizzato delle ronde notturne per fermare quella che lui definisce invasione [11], non soddisfatto ha poi sequestrato dei richiedenti asilo su un furgone per portarli a Roma al ministero degli interni (si è poi fermato a Bologna) [12].

Giuliano Felluga su facebook. Si è poi scusato in modo maldestro dicendo che è stato uno sfogo senza pensare

Ricordiamo un po’ ciò che trasmettevano alla tv e alla radio nei mesi scorsi, state a casa, andrà tutto bene, che bella e forte l’Italia. E anche gli spot beffardi che consigliavano di stare isolat* il più possibile, di leggere libri, stare in famiglia, recitati da celebrità milionarie con belle case e grandi librerie. Con la firma dei giorni scorsi di Fontanini, le persone rinchiuse all’interno della caserma Cavarzerani saranno costrette a passare più di un mese segregate, senza poter uscire dai confini della struttura, non avendo nulla da fare, mangiando male come sempre, con 40 gradi, circondati da guardie che li controllano 24h al giorno. Intanto fuori una popolazione imbruttita all’inverosimile, sempre più fascista, che non vede l’ora che un altro Luca Traini si rimetta in auto e stavolta sia più preciso.

[1] https://www.telefriuli.it/cronaca/quarantena-rivolta-migranti-caserma-cavarzerani-udine/2/209932/art/

[2] https://www.udinetoday.it/cronaca/ex-cavarzerani-fedriga-prefetto-questore.html

[3] https://ospitinarrivo.org/3967/report-della-visita-alla-ex-caserma-cavarzerani/

[4] http://www.prefettura.it/udine/news/Avvisi_e_bandi_di_gara:Procedura_aperta_per_l_affidamento_dei_servizi_di_gestione_e_funzionamento_del_centro_di_accoglienza_presso_l_ex_caserma_cavarzerani_di_udine-7457210.htm

[5] https://www.udinetoday.it/cronaca/cavarzerani-zona-rossa-fino-25-agosto.html

[6] https://www.ilpost.it/flashes/foto-assembramenti-teleobiettivo/

[7] https://www.internazionale.it/opinione/paul-preciado/2020/05/09/lezioni-virus

[8] https://www.triesteprima.it/cronaca/casa-pound-trieste-consiglio-regionale.html

[9] https://www.nextquotidiano.it/giuliano-felluga-il-responsabile-della-protezione-civile-di-grado-che-chiede-gli-squadroni-della-morte-per-i-profughi/

[10] https://www.udinetoday.it/politica/scontro-fedriga-clum-7-agosto-2020.html

[11] https://www.udinetoday.it/cronaca/emergenza-migranti-appello-sindaco-gonars.html

[12] https://www.udinetoday.it/cronaca/sindaco-gonars-ferma-viaggio-bologna.html

 

Lisyerte

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